“Innovare per Crescere:

Le sfide dello sviluppo”

 

 

Autorità, gentili Ospiti, cari Colleghi,

Vi porgo il benvenuto alla nostra Assemblea annuale, e traccio una breve sintesi dei principali temi che hanno caratterizzato la situazione economica nel trascorso anno e nei primi mesi del 2006.

 

Nel 2005 l’economia mondiale ha continuato a crescere a ritmo elevato, con un tasso prossimo al 5%. I principali motori di questo sviluppo sono stati, in questo biennio come nel precedente, gli Stati Uniti e la Cina.

Nel 2005 il PIL europeo ha visto rallentare invece la sua crescita, assestandosi all’1,3% (2,1% nel 2004).

Il rallentamento ha interessato in misura diversa i maggiori paesi europei.

Nello stesso anno di riferimento il PIL italiano è rimasto invariato, mentre era cresciuto dell’1,1% nell’anno precedente.

In Italia, nonostante il trend del commercio mondiale sia rimasto sostenuto, nello scorso anno le esportazioni di beni e servizi sono cresciute di appena lo 0,3%, dopo il recupero del 3% dell’anno precedente.

 

Già da diversi anni abbiamo ribadito nei nostri incontri che l’andamento negativo della competitività in Italia non dipende solo dalla fase ciclica negativa degli ultimi anni, ma è, in buona misura, attribuibile a fattori di natura strutturale, che limitano l’efficienza organizzativa e la capacità di innovare del nostro sistema produttivo.

Dal 1995 la quota dell’Italia sulle esportazioni mondiali, valutata a prezzi costanti, si è progressivamente ridotta dal 4,6% al 2,7%.

Nella seconda parte del 2005, deboli segnali di miglioramento sono emersi riguardo alle prospettive congiunturali; dopo un minimo toccato in aprile, il clima di fiducia delle imprese, nonostante tutto, si è riportato alla fine dell’anno sui massimi dell’ultimo triennio. 

Ed anche i risultati dei primi mesi del 2006 fanno ben sperare.

 

Tuttavia le incognite dei rincari dei prezzi delle materie prime, e del petrolio in particolare, non  permettono di fare previsioni per il medio periodo.

I venti di guerra che giungono dal Medio Oriente in questi ultimi tempi ci fanno riflettere, oltre che sul dramma vissuto dai paesi coinvolti e dalle loro popolazioni, anche sulle inevitabili ripercussioni negative sul fronte della espansione economica.

Ci auguriamo che questi paesi possano trovare presto un positivo equilibrio, che possa in modo costruttivo riportarli nell’economia e nello sviluppo del bacino mediterraneo. 

Ho piacere a tal fine di rivolgere un caloroso saluto ai nostri illustri Ospiti provenienti da Israele, ed i miei più sinceri auguri affinché si possa a breve ristabilire un quadro di serenità per tutti.

 

Ho necessità tuttavia di porre l’accento su come la flebile ripresa prima citata debba essere sostenuta attraverso una politica economica e di bilancio di ampio respiro, che vada nella direzione dello sviluppo e del sostegno di tutto il sistema produttivo.

I primi provvedimenti dell’attuale legislatura debbo dire mi preoccupano non poco, non tanto per gli obiettivi corretti che si pongono, quanto piuttosto per l’approccio che spesso adottano per raggiungerli. Per quanto riguarda i provvedimenti inerenti il processo di liberalizzazione dei mercati, nell’esprimere un giudizio positivo sui principi generali contenuti nel provvedimento normativo recentemente assunto, vorrei ricordare che esistono ancora molti altri settori, oltre a quelli su cui si è già operato, che devono vivere una stagione di forte liberalizzazione.

Penso ai servizi finanziari, bancari , logistici, di trasporto, di telecomunicazione, che in Italia sono i più cari e spesso i meno efficienti fra quelli occidentali, e che dovrebbero invece garantire la capacità di competere del nostro sistema produttivo sui mercati di tutto il mondo.  

Ed è infatti solo attraverso un forte rilancio della concorrenza, posta fortemente al centro del dibattito dal nostro Presidente Montezemolo, che si possono migliorare produttività e competitività. Siamo infatti fermamente convinti che il rallentamento economico di questi anni sia attribuibile alla eccessiva regolamentazione e alla conseguente insufficiente apertura di molti comparti dei settori dei servizi, fondamentali in tutte le economie avanzate, specie in termini di occupazione.

 

Chi conosce i meccanismi aziendali sa quale complessità hanno le pianificazioni finanziarie d’impresa; sa che le aziende non possono essere arbitrariamente gettate nella più assoluta incertezza, con gravi rischi per la tenuta del sistema, come abbiamo recentemente avuto modo di vedere, che miravano in alcuni casi, per fortuna poi superati, anche a produrre un effetto retroattivo: la certezza del diritto e del quadro economico fiscale in cui si opera sono un valore altrettanto importante quanto la lotta all’evasione.

Spiace anche vedere che a fronte di provvedimenti non troppo incisivi sul piano fiscale come quelli adottati sulla ricerca, decisamente sovrastimati in termini di riduzione del gettito a favore delle imprese, si vorrebbero invece adottare misure che inaspriscono la pressione fiscale, andando a colpire il sistema produttivo in modo indiscriminato.

 

Non è questa la strada da seguire.

 

Occorre al contrario intervenire immediatamente sulle spese e sugli sprechi enormi dello Stato che ancora ci sono, e non ricorrere sempre a chi in questi anni la tenuta sociale del Paese l’ha sostenuta economicamente, ma che oggi rischia di uscire dal circuito competitivo se non si cambiano la cultura ed il modo di guardare verso le imprese, particolarmente nei confronti della responsabilità sociale di cui esse sono portatrici.

Penalizzare chi dà lavoro e rispetta le regole è un delitto che non deve essere più commesso.

 

Fermo in queste mie convinzioni, vorrei da qui in poi dedicare la restante parte del mio intervento ai problemi del nostro territorio, toccando un tema a me particolarmente caro, quello relativo all’impulso che occorre dare al processo di innovazione del sistema produttivo.

 

Prima di farlo, tuttavia, voglio per un momento soffermarmi su quanto accaduto nei giorni scorsi nell’estremo ponente, colpito dalla furia di una natura che appare sempre più incontrollabile nelle sue manifestazioni estreme.

Desidero esprimere la mia più sincera solidarietà e vicinanza alle famiglie che hanno subito danni gravissimi, ed anche alle imprese, che ancora una volta in questa provincia hanno visto le esondazioni causare danni ingenti all’apparato produttivo. Sento l’esigenza di rivolgere un ringraziamento pubblico a tutti coloro che si sono spesi fortemente per fronteggiare l’emergenza, e fra questi anche alle nostre imprese edili intervenute con tempestività ed efficacia, diventando un vero e proprio braccio operativo della protezione civile.

Molto è stato fatto nella prevenzione delle problematiche relative all’assetto idrogeologico, e di questo va dato atto soprattutto alla Provincia ed al Presidente Giuliano, al quale va il nostro apprezzamento.

Occorre tuttavia una presa di coscienza forte nella gestione del territorio e nella programmazione degli insediamenti urbani. Troppi errori sono stati commessi in passato. Dobbiamo intervenire tempestivamente e senza esitazioni.

 

Tornando ai temi dell’economia locale, riprendendo il titolo dell’incontro di oggi, Innovare per Crescere: le sfide dello sviluppodico:

lavoriamo insieme per rimettere il sistema produttivo e le imprese al centro delle scelte per la crescita economica e sociale, per dare slancio a un nuovo modello di sviluppo più internazionale, più specializzato, più tecnologico e che sia, per quanto riguarda soprattutto la Nostra Terra, teso a valorizzare fortemente il concetto di wellness, di qualità e piacere del benessere della vita in tutti i suoi aspetti, e sempre più legato alla conoscenza, vero motore dello sviluppo futuro.

 

A tale proposito, ricordo che lo scorso 9 luglio 2005 abbiamo organizzato un incontro dal titolo “Innovazione tecnologica per lo sviluppo del territorio”, con l’intento di stimolare e di sensibilizzare il dibattito sulla necessità per la nostra provincia di puntare con energia e decisione ad uno sviluppo economico che sia legato sempre più alla ricerca ed all’innovazione, intesi  come strumenti imprescindibili di competitività  del sistema produttivo, e conseguente miglioramento della vita sociale.

 

Da allora qualche passo avanti posso affermare che, pur con notevole sforzo, è stato fatto.

 

Nel corso dell’ultimo anno gli uffici di Confindustria Imperia si sono attivati per promuovere, in tutte le sedi, un’idea che consideriamo strategica: accrescere il livello di innovazione tecnologica nei comparti tradizionali del territorio, e creare le condizioni per attirare investimenti esterni ed esteri legati all’High Tech.

 

L’obiettivo è tanto ambizioso quanto complesso, e forse oggi potremo iniziare a rendicontare i primi risultati di questo lavoro.

Da un lato abbiamo i progetti pubblici riguardanti queste tematiche, che saranno illustrati dai relatori che seguiranno, ed ai quali rivolgo un forte e sincero ringraziamento. Desidero citare in particolare per questi interventi e per tutto quanto ha fatto, e mi auguro continuerà a fare per la Provincia di Imperia, il nostro amico ed illustre concittadino, il Presidente l’On. Claudio Scajola: negli  ultimi anni il Suo impegno ha portato un contributo fondamentale allo sviluppo del territorio.

 

Grazie Claudio.

 

Dall’altro per la parte privata, più squisitamente industriale, sono lieto di annunciarvi che verrà proposto il risultato di un piccolo, ma molto significativo progetto portato avanti dalla struttura della nostra Associazione, con una importante società israeliana di altissimo profilo tecnologico, la società Lynx, che attraverso un processo non semplice, ha deciso di localizzare ad Imperia la propria sede europea.

In questa unità operativa, si dovrebbero concretizzare tutti i risultati della collaborazione con alcune società italiane del Gruppo Finmeccanica, ed in particolare con Selex Communication, che colgo l’occasione per ringraziare anche per la sensibilità dimostrata nei confronti dello sviluppo legato al nostro territorio.

Il nostro obiettivo è quello di costruire intorno a questo primo importante seme, un vero e proprio polo legato alle avanzatissime tecnologie nel settore delle fibre ottiche, puntando ad attrarre sul territorio altre imprese di spicco che operano nel settore.

 

Dei dettagli del progetto Lynx – Selex Communication parlerà più compiutamente il dottor Tucci, che ringrazio vivamente per la Sua graditissima partecipazione.

 

Altro tema di rilievo che stiamo coltivando da tempo, è quello che mira a porre le basi per costruire un raccordo tra quanto si sta realizzando a Genova in materia di innovazione tecnologica (IIT, Distretto Tecnologico,..) e il parco scientifico e tecnologico più grande d’Europa: Sophia Antipolis.

Mi riferisco all’area del parco ferroviario di Ventimiglia che rappresenta un luogo dalle straordinarie potenzialità insediative, oltre che un migliore utilizzo di uno spazio oggi certamente sotto utilizzato.

 

Nelle adiacenze di quell’area è già in essere la formazione di un polo industriale che, integrato con le aree ferroviarie, o anche solo con una parte di esse, potrebbe consentire, con una opportuna azione di marketing territoriale, una grande occasione di attrazione di investimenti esterni ed eventualmente anche esteri sul nostro territorio,  in ragione della straordinaria posizione logistica, investimenti che potrebbero porre le basi per un significativo  rilancio industriale legato particolarmente a settori High Tech, con un conseguente elevato impatto professionale ed un  basso impatto ambientale.

 

A tal fine sono stati diversi gli incontri con i vertici del Governo del Principato di Monaco, anche grazie ai buoni uffici del dottor Polverini, nostro Ambasciatore presso il Principato stesso, che colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente. Il Principato ha manifestato grande interesse per un’area di notevole rilevanza, che richiede tuttavia il supporto di una strategia condivisa da tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti in questa importante prospettiva.

Dobbiamo lavorare tutti insieme per cogliere le opportunità che ci sono.

 

Veniamo ora a parlare dei settori più tradizionali.

 

Dividendo, come di consueto, la nostra base associativa nei quattro macrosettori della produzione di beni, della produzione di servizi, delle costruzioni e del turismo, ed avvalendoci dell’indagine sul fatturato svolta ad ogni fine anno fra le aziende associate registriamo, per il 2005 rispetto al 2004, un significativo calo  (circa l’1%) nel fatturato del settore produzione di beni e, per contro, un consistente incremento (circa il 17%) nel settore della produzione di servizi, che tuttavia, in valori assoluti, non compensa la contrazione della crescita economica.

 

Indubbiamente, si tratta di dati da utilizzare con la dovuta cautela, provenendo da un’indagine svolta su di un campione, pur se sufficientemente ampio e significativo, comunque riguardante un unico dato, quello del fatturato, che da solo non può misurare l’effettivo stato di salute delle nostre aziende; in ogni caso sembra legittimo affermare che, mediamente, il 2005 non è stato per le nostre aziende un anno particolarmente positivo.

 

In linea con questi dati sicuramente il settore agroindustriale ed in particolare quello oleario, che ha vissuto un anno complesso, a causa, tra l’altro, di una forbice sempre più pericolosa: l’incremento dei prezzi della materia prima da una lato e la concorrenza sui prezzi determinata in particolare dal canale della grande distribuzione dall’altro.

 

Le piccole imprese legate al territorio devono avere la capacità di non assoggettarsi esclusivamente a questo canale distributivo, poiché se da un lato garantisce volumi significativi, pone sempre maggiori tensioni sulle condizioni economiche penalizzando le aziende che puntano sulla qualità e non esclusivamente su logiche di prezzo.

Anche questo settore appare eccessivamente polverizzato, impedendo adeguate politiche di promozione e di investimento idonee a mantenere standard competitivi internazionali. Occorre uscire da un eccessivo individualismo e trovare momenti significativi di aggregazione, per rilanciare un settore che molto ancora può dare, e che a chi opera con criteri di assoluta qualità da ancora molto.

 

Per i settori delle costruzioni e del turismo preferisco invece utilizzare dati più peculiari alle specificità degli stessi.

 

Il comparto delle costruzioni ha confermato anche nel 2005 il positivo andamento di questi ultimi anni, con un incremento dei lavoratori presenti nel settore di circa l’1,1% minore rispetto all’anno precedente, ma evidente segno di consolidamento di un comparto che comunque era già molto cresciuto.

 

Sul settore che con l’avvio, talvolta problematico, di grandi opere a carattere infrastrutturale, dovrebbe registrare una ulteriore significativa crescita, pesano tuttavia  fortemente una serie di incognite. Esse vanno dal tema delle discariche degli inerti, affrontato energicamente dal Consiglio direttivo della sezione, che ha visto finalmente un cambio di rotta importantissimo nell’approccio a questo problema: considerare il materiale di risulta dell’attività edilizia non più come un rifiuto, bensì come una materia prima da valorizzare, destinandola ad interventi che consentano di realizzare opere pubbliche da mettere a disposizione della collettività, attraverso il recupero di importanti spazi, da sempre veramente esigui nel nostro territorio.

 

Pesano inoltre sul settore problematiche che vanno dalle modalità di aggiudicazione dei lavori condizionate sempre più da una incertezza insostenibile, ad un quadro finanziario e fiscale penalizzante, che tende a premiare la speculazione immobiliare a scapito delle aziende strutturate, al reperimento di manodopera (la presenza di lavoratori extracomunitari nell’edilizia rappresenta ormai oltre il 32% del totale dei lavoratori denunciati in Cassa Edile), con il pericolo di tensioni sul mercato del lavoro soprattutto per le piccole imprese, per finire con una programmazione urbanistica non sempre all’altezza della situazione, che penalizza fortemente le potenzialità di sviluppo del settore senza tuttavia riuscire a salvaguardare il territorio e le sue fragilità.

 

L’importanza del comparto tuttavia ci impone la responsabilità di continuare a lavorare per tentare, nell’ambito delle nostre prerogative, di migliorare le condizioni operative complessive per il sistema delle imprese locali.  

 

Elemento che mi dà soddisfazione é l’energica azione che la nostra Sezione Edile sta portando avanti nei confronti dei temi della sicurezza e della lotta al sommerso. Troppo spesso le nostre imprese, tendenzialmente più strutturate, sono tenute a garantire standard di sicurezza che altri non tengono nella stessa considerazione.

Il risultato è una concorrenza sleale spesso basata sull’elusione delle norme sul lavoro, con una riduzione di prezzi possibile solo in assenza di investimenti in sicurezza, in formazione ed in idonee attrezzature. Tutto ciò è inaccettabile e va fermamente contrastato.

 

Di questo ringrazio il Signor Prefetto per la sensibilità dimostrata attraverso le Sue proficue iniziative che, con autorevolezza, hanno consentito di ottenere importanti risultati, come il protocollo sottoscritto da tutti i soggetti che a vario titolo sono interessati dal comparto edile, in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.

 

Un minimo segno di miglioramento, anche se non ancora sufficiente, caratterizza l’andamento del settore turistico, i cui dati del 2005 rispetto al 2004 segnalano un lieve incremento negli arrivi con un +2,36%,  ma un ulteriore leggero calo nelle presenze pari allo 0,78%, decremento che riguarda soprattutto gli ospiti italiani, le cui presenze sono diminuite del 1,02% rispetto all’anno precedente.

 

I primi dati disponibili dell’anno in corso, riguardanti il primo semestre, rapportati allo stesso periodo del 2005, confermano purtroppo il trend negativo delle presenze, nonostante una leggera stabilizzazione degli arrivi dovuti alla domanda di turisti stranieri.

 

Le ragioni di questa situazione non sono più attribuibili solo ad una crisi congiunturale, che pur esiste, ma a difficoltà strutturali del sistema turistico ligure ed imperiese in particolare. La carenza di un adeguato sistema di infrastrutture viarie, che consentano di raggiungere le nostre località in modo agevole, la scarsità di parcheggi nelle aree urbane e nelle aree in cui insistono i nostri luoghi di maggior attrattività, un sistema logistico che tende a penalizzare il sistema dei trasporti pubblici, un quadro professionale non sempre all’altezza di standard internazionali in molte delle strutture del terziario collegato al turismo, carenza di risorse professionali idonee a garantire livelli qualitativi competitivi, carenza di infrastrutture di intrattenimento e di servizio alla ricettività, una promozione fortemente polverizzata e non sempre coordinata sul piano delle strategie e delle risorse finanziarie dedicate, con sprechi enormi, sono solo alcune delle criticità su cui tutto il territorio insieme, operatori, istituzioni, organizzazioni sociali, devono impegnarsi fortemente.

 

Se questi differenziali non saranno efficacemente colmati rischiano di compromettere in modo irreversibile l’intero comparto.

 

Alcuni segnali positivi tuttavia si iniziano a scorgere …..

 

Nel luglio 2004  nel corso della nostra Assemblea presentammo tre progetti che ritenevamo essere, fra gli altri, strategici per lo sviluppo del territorio.

Facciamo un consuntivo.

 

La positiva conclusione del procedimento autorizzativo dell’iniziativa del porto turistico di Imperia”, lascia presagire che abbiamo finalmente imboccato la strada che porterà alla realizzazione di una opera fondamentale per la città. Il livello di professionalità degli investitori entrati nella compagine societaria contribuisce ad offrire garanzie sulla buona conclusione dell’operazione, e sulle potenzialità che questo territorio può ancora esprimere.

 

Trattando di infrastrutture per la nautica,  ho piacere di fare un riferimento ad un settore su cui la nostra organizzazione ha investito molto, e che ha visto questo anno anche la creazione di una nuova sezione denominata della “Nautica”, in cui sono confluiti tutti i soggetti più importanti operanti nel settore. Fra le prime iniziative la sezione ha deciso la partecipazione al prossimo Salone Nautico di Genova, con l’obiettivo di promuovere il sistema della portualità turistica imperiese, e a seguire è in fase di perfezionamento uno studio per la determinazione delle potenzialità del settore della cantieristica in provincia di Imperia, affinché si possa cogliere sotto il profilo industriale l’occasione offerta dalla creazione di queste importanti infrastrutture.

 

Anche l’altro progetto presentato relativo al recupero dell’area delle “Ex Ferriere” pare stia imboccando la strada dell’intesa fra il soggetto proponente e le Autorità competenti. Da ciò ne deriverà, in una armonica visione complessiva del recupero del fronte mare, un impulso importante allo sviluppo della città di Imperia.

 

Infine anche il terzo progetto presentato allora, il P.R.U.S.S.T. della ex ferrovia, ci dà segnali positivi, pur fra molti problemi di carattere tecnico, soprattutto in fase aggiudicativa. Sono stati appaltati i primi due lotti della pista ciclo pedonale, derivante dal riutilizzo del vecchio sedime, nel tratto San Lorenzo al Mare – Ospedaletti,  peraltro ad imprese nostre associate, cosa che mi dà particolare soddisfazione.

Ci auguriamo possa presto diventare una grande infrastruttura turistica per il rilancio del territorio. Esortiamo pertanto tutti i soggetti coinvolti, ed in particolare la società Area 24, a procedere con la massima celerità ed efficacia affinché sia completata una opera attesa ormai da troppi anni.

 

In ultimo, ho piacere di fare un cenno ad un settore che pur non essendo tradizionalmente assimilabile alle aziende industriali, per la sua importanza, per strutturazione, per livello dei dipendenti e per qualità imprenditoriale e capacità di contribuire alla crescita del territorio, è sicuramente strategico per dimensione e rappresentanza. Mi riferisco al comparto florovivaistico, ed in particolare alla componente della filiera nota come esportatori floricoli uniti nella organizzazione ANCEF, con cui è stato perfezionato un accordo che ha avuto come risultato l’ingresso nella nostra Associazione di tutte le aziende già aderenti alla stessa ANCEF.

 

Purtroppo oggi il quadro del comparto è segnatamente negativo; l’intera filiera soffre di una situazione le cui origini e le relative responsabilità sono ripartibili in modo ampio, anche fra le nostre fila.

 

Occorre superare vecchie logiche tendenti ad esasperare l’individualismo dell’impresa, o peggio ancora dell’imprenditore, per porre in essere politiche aziendali tese a creare occasioni di aggregazione sempre più forti, al fine di ridare slancio alla capacità di competere, prima che sia troppo tardi.

Chi all’estero ha saputo sfruttare al meglio le variabili infrastrutturali e dimensionali si è impadronito del mercato.

 

Noi abbiamo ancora un prodotto ed un’immagine invidiabile, ma se non adeguatamente supportata da idonee politiche di promozione, che vedano anche nella creazione di un marchio di riferimento del territorio sanremese uno strumento fondamentale di rilancio del settore, riferibile decisamente al Made in Italy, corriamo gravi pericoli.

Interveniamo per invertire questa tendenza, per venir fuori da un circolo vizioso che ha come rischio l’uscita dal mercato delle imprese e dei suoi lavoratori.

 

Il modello di sviluppo che proponiamo, accanto a quanto sinora evidenziato in termini di nuovo potenziale insediativo legato all’alta tecnologia, deve vedere necessariamente un sistema integrato, tra i diversi comparti tradizionali della nostra provincia: il sistema agroindustriale e florovivaistico, con la forte valenza di collegamento col territorio, ed il comparto turistico, da intendersi anche come veicolo di promozione dei  settori produttivi locali. Attraverso un forte impulso verso una sempre più alta qualità ed il legame con il Made in Italy, questi sistemi produttivi devono indirizzarsi a diventare un riferimento internazionale per la capacità nel saper soddisfare i consumatori.

 

Questo impulso deve trovare un importante momento di comunicazione tramite una politica della promozione che sia innovativa, e supportata da una capacità analitica delle valutazioni delle condizioni dei vari mercati, e non come accade talvolta, da casualità ed assoluta mancanza di collaborazione fra i diversi soggetti preposti istituzionalmente a tale attività.

 

Reagiamo, e facciamolo insieme in una vera logica di sistema.

 

E nel chiudere la mia relazione voglio ancora ricordare tutti i collaboratori della struttura per la dedizione con cui si sono impegnati nella cura degli interessi della nostra Associazione, ed a loro rivolgo, da imprenditore prima ancora che da Presidente, i miei più sentiti ringraziamenti.

 

Ed infine un ringraziamento particolare e sincero lo porgo al nostro Presidente Montezemolo, che ci ha onorato della Sua presenza in questa nostra Assemblea , che vede per la prima volta un Presidente Nazionale di Confindustria. E’ mio grande onore poter dire di essere stato fra i primi a caldeggiare la Sua elezione già molti mesi prima che essa avvenisse, convinto di scegliere un uomo libero e certamente capace di riportare la nostra Associazione al centro del dibattito politico ed economico del Paese.

A Te caro Luca rivolgo i miei più sinceri ringraziamenti ed un caloroso benvenuto in questa nostra amatissima Provincia di Imperia.